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Ludopatia, due incontri per sensibilizzare la cittadinanza

becattini3L’allarme del SerD: 120 persone seguite dall’ambulatorio del San Donato. Ecco il profilo - tipo del giocatore d’azzardo

AREZZO – Perché si gioca d’azzardo? Perché, nonostante i danni psicologici, i conflitti familiari e i problemi economici causati dall’azzardo, le persone continuano a giocare? Come si sviluppa la dipendenza da gioco? Come se ne può uscire?
Queste sono alcune delle tante domande su cui si rifletterà nei due incontri di sensibilizzazione organizzati dal SerD di Arezzo del Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Sud Est in collaborazione con Mirimettoingioco, l’associazione di volontariato di ex-giocatori e loro familiari nata nel 2007 per volontà di alcuni giocatori che avevano concluso con successo il trattamento presso il SerD di Arezzo.
Gli incontri sono aperti alla popolazione. Il primo si terrà sabato 10 febbraio alle 11 al SerD (via Fonte Veneziana 17, Arezzo) e vedrà gli interventi dello psicologo, dell’assistente sociale e dell’educatore professionale dell'èquipe per il gioco d'azzardo patologico. Il secondo incontro si terrà giovedì 22 marzo alle 21 alla sede di Mirimettoingioco (via Cavour 97, Arezzo) e vedrà le testimonianze di giocatori e familiari.
L'aumento dei luoghi e dell'offerta di gioco, la progressiva differenziazione nella tipologia dei giochi che intercettano fasce diverse di popolazione, la pubblicità che veicola messaggi illusori e la stessa crisi economica: sono tutti fattori che hanno portato negli ultimi 15 anni ad un aumento della spesa in azzardo in Italia e alla trasformazione del gioco d'azzardo in comportamento di massa. Si stima che circa l’80% della popolazione italiana giochi almeno una volta all'anno ad uno dei giochi leciti disponibili nel mercato (gratta-e-vinci, slot machine, lotto, superenalotto, scommesse sportive, ecc.) Nella provincia di Arezzo, negli ultimi anni, è aumentata la raccolta totale (478 milioni di euro nel 2016) e in alcuni Comuni aretini la spesa è stata superiore alla spesa pro-capite nazionale annua che è calcolata in 1.571 euro secondo gli ultimi dati disponibili riferiti all’anno 2016.
Se per la maggior parte della popolazione il gioco è un divertimento, per circa l’1-3% della popolazione diventa invece una vera e propria malattia: il disturbo da gioco d’azzardo. La dipendenza da gioco crea danni psicologici, familiari, relazionali e socio-economici che si traducono in elevato rischio suicidario per il giocatore, forte indebitamento e conseguente impoverimento della famiglia, rischio elevato di perdita del posto di lavoro, ricorso all’usura e illeciti. Per rispondere alle domande di aiuto sempre crescenti dei giocatori e dei loro familiari, il Dipartimento delle Dipendenze della Asl Toscana Sud Est ha aperto un ambulatorio presso ciascun SerD  delle tre province, Arezzo, Siena e Grosseto.
In particolare, nella provincia aretina, si è sviluppato un sistema di intervento integrato che vede i cinque SerD collaborare con la rete territoriale provinciale (il GdL GAND) che coinvolge il Dipartimento Dipendenze, il Comune di Arezzo, la Prefettura, le forze dell’ordine, l’Ufficio scolastico provinciale, i medici di Medicina generale, la Caritas diocesana, la Misericordia, Anteas, Arci, Mirimettoingioco, SlotMob e le categorie economiche (Confcommercio e Confesercenti).
L’ambulatorio del SerD di Arezzo ha sede all’ospedale San Donato e, secondo le disposizioni regionali, offre trattamenti multiprofessionali gratuiti a cui si può accedere direttamente telefonando al numero 0575-255943. Nel 2017 sono state oltre 120 le persone in trattamento presso l’ambulatorio per il disturbo da gioco d’azzardo. Il profilo medio del giocatore in carico è maschio, tra i 40 e i 50 anni, convivente o coniugato, lavoratore dipendente, giocatore di slot machine. Si presenta al Servizio dopo 4-5 anni di gioco problematico e dopo aver contratto debiti con istituti di credito e finanziarie per ripianare le perdite causate del gioco.
Poiché il gioco è un problema che danneggia pesantemente la famiglia, spesso sono i familiari che chiedono aiuto per primi al SerD  che offre per questo interventi specifici, che vanno dalla consulenza ai familiari al trattamento di gruppo multifamiliare. I due incontri di sensibilizzazione organizzati dal Serd e da Mirimettoingioco hanno anche questa finalità: si rivolgono alle famiglie che intendono conoscere meglio le problematiche correlate alla dipendenza da gioco d'azzardo e acquisire strategie per aiutare il giocatore a uscire dal problema.
“È necessario mettere la propria esperienza a disposizione di chi è nel problema o di un familiare di un giocatore patologico che magari non capisce perché il proprio caro è finito in questo incubo – spiega il presidente di Mirimettoingioco -  Questo fa la nostra associazione, senza pretese, senza cercare onori o vantaggi, ma solo per evitare che storie tristi come quelle dei suoi soci possano ripetersi o per rendere possibile il ritorno ai veri sapori della vita”.