Info e comunicazione
| Braccialetti identificativi ai malati per evitare "sostituzione di persona". |
|
|
|
| Lunedì 18 Maggio 2009 11:59 |
|
Dopo la sperimentazione, da stamani il procedimento diventa definitivo alla Gruccia. E fra poche settimane parte anche in Valdichiana. MONTEVARCHI - Confondere l'identità degli assistiti? È uno degli sbagli più frequenti che accadono in corsia. Per fortuna non sempre producono danni per il paziente. All'ospedale della Gruccia, da stamani, dopo la sperimentazione dei mesi scorsi, il problema è definitivamente risolto. A tutti i degenti, viene applicato un braccialetto riportante tutti i dati identificativi della persona nonché le informazioni su eventuali allergie a farmaci, uso di insulina e anticoagulanti orali. Tra qualche settimana l'applicazione del braccialetto sarà estesa anche ai pazienti del Dipartimento dell'emergenza. L'uso del braccialetto identificativo si è dimostrata particolarmente efficace, specialmente in determinate situazioni, come ad esempio, nel trattamento dei casi di emergenza o quando la gestione di un paziente richieda il coinvolgimento di più di un operatore o ancora, nella gestione di pazienti che si trovano in particolari condizioni cliniche, come la perdita di coscienza o lo stato confusionale. La procedura adottata dalla Usl prevede che la verifica verbale dell'identità del paziente - quando possibile - sia affiancata dalla lettura del braccialetto al polso, prima di ogni attività assistenziale e terapeutica. Ad esempio: al momento della visita e all'atto della prescrizione terapeutica da parte dei medici, prima della somministrazione della terapia farmacologia da parte degli infermieri o della preparazione del paziente per un'indagine diagnostica, prima di una trasfusione di sangue o in entrata ed in uscita dalla sala operatoria, prima del trasporto del paziente ad un servizio. Nei reparti, oggetto della sperimentazione, l'iniziativa è stata accompagnata da una campagna annunciata da poster e altro materiale informativo. La Regione aveva lanciato su questo tema una vera e propria campagna d'informazione, identificata dallo slogan: "Aida o Lidia? Perché il paziente non è solo un nome." Dopo la sperimentazione il giudizio degli operatori è stato estremamente positivo, tanto da indurre l'Azienda ad adottare definitivamente questa procedura. "Il problema non si pone tanto all'interno del reparto - sostengono gli infermieri - ma quando il paziente si reca presso le strutture radiologiche, o per altri esami, o ancora al momento dell'ingresso in qualche ambulatorio. In quel caso è importante che il medico o l'infermiere o il tecnico che non conosce personalmente il malato, lo possa identificare immediatamente". Dopo la Gruccia, il prossimo presidio ospedaliero in cui sarà adottato il braccialetto di riconoscimento, sarà La Fratta in Valdichiana. |


